etichetta europea degli pneumatici

Etichetta europea degli pneumatici: impariamo a conoscerla

Quando è il momento di scegliere i nuovi pneumatici, spesso ci troviamo davanti a formule come “Rumore del rotolamento esterno: 71db” o “Risparmio di carburante: C”.
È l’etichetta europea degli pneumatici: una classificazione delle proprietà e delle prestazioni della gomma, obbligatoria per legge e che ci aiuta a scegliere meglio lo pneumatico nuovo. Vediamo nel dettaglio cosa sono i valori dell’etichetta e come vengono misurati.

etichetta europea degli pneumaticici

L’etichetta europea degli pneumatici: cos’è

Il regolamento UE 1222/2009 stabilisce a livello europeo l’uso dell’etichetta, obbligatorio su tutte le gomme nuove a partire dal novembre 2012.
L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare la sicurezza e l’efficienza economica e ambientale. Il vantaggio dell’etichetta europea degli pneumatici – in tutto simile a quella del risparmio energetico sugli elettrodomestici – è che il consumatore può scegliere in modo consapevole, basandosi sui tre parametri indicati dall’etichetta:

  • l’impatto sui consumi di carburante – misurato attraverso la resistenza al rotolamento dei pneumatici;
  • l’impatto sulla sicurezza stradale – misurato attraverso l’aderenza sul bagnato dei pneumatici;
  • Il livello di rumorosità esterna dei pneumatici (espressa in decibel).

L’efficacia assoluta di uno pneumatico (ammesso che sia misurabile) è determinata da tanti altri fattori, che non si esauriscono nell’etichetta: la frenata sull’asciutto, la resistenza all’aquaplanning, la minore usura, la tenuta in curva ecc.
Tuttavia l’etichetta europea degli pneumatici rimane un punto di riferimento ottimo e di facile consultazione, quando si tratta di scegliere un nuovo pneumatico.

Resistenza al rotolamento

Questo valore è strettamente legato ai consumi di carburante. Le case produttrici infatti ipotizzano che gli pneumatici incidano fino al 20% sui consumi dell’auto.

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La differenza stimata in consumi ogni 100km

Tecnicamente, la resistenza al rotolamento è una forza che agisce in direzione opposta a quella di moto, durante il rotolamento del pneumatico. Il motore del veicolo deve fornire una forza opposta per compensare la resistenza al rotolamento.
L’etichetta prevede sette classi per misurare la resistenza; ciascuna classe è indicata da una lettera compresa tra A (la più efficiente) e G (la meno efficiente).
Si calcola che la differenza tra un prodotto di classe A ed uno di classe G possa tradursi in un risparmio di carburante fino al 7,5%.

 

Aderenza sul bagnato

Nell’etichetta questo è il parametro più importante per quanto riguarda la sicurezza. È fondamentale per valutare la capacità del pneumatico di arrestare il più rapidamente possibile il veicolo al momento di frenare sull’asfalto bagnato. Tra la classe A la classe F (l’ultima classe tollerata) ci sono differenze di frenata fino al 30%: a una velocità di 80 km/h sono circa 18 metri!

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Differente frenata sul bagnato per classe (a 80 km/h)

Rumorosità esterna

Indica il rumore percepito all’esterno della vettura (quindi non quello che viene percepito all’interno dell’abitacolo). Viene indicato da un valore in decibel e da tre tacche, corrispondenti a tre classi di rumorosità. Dal 2016, gli pneumatici potranno rientrare solo nelle prime due classi (1 o 2 tacche).
La rumorosità viene calcolata in un modo un po’ complicato, ma curioso:

Il rumore da rotolamento originato dai pneumatici è misurato secondo la ISO 10844 facendo passare una vettura tra due microfoni fissi posizionati  a 7,5 mt dalla mezzeria (15 mt di distanza l’uno dall’altro) e ad una altezza dal suolo di 1,2 mt. La vettura deve transitare a motore spento, con marcia in folle e ad una velocità compresa tra 70 e 90 Km/h. (fonte: Pneumatici sotto controllo)

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Sembrano pochi 3db di differenza? È il doppio del rumore!