come funziona il tutor

Come funziona il Tutor

A dodici anni dalla sua introduzione il Tutor è ancora un oggetto misterioso per molti automobilisti: quando e dove è attivo, come fa a misurare la velocità ecc. Ci pensiamo noi a risolvere un po’ di dubbi: ecco come funziona il Tutor.

Il funzionamento del Tutor

Il Tutor è un sistema di rilevamento della velocità media in un determinato tratto autostradale. È amministrato dalla Polizia Stradale e il suo nome tecnico è Sistema Informativo per il Controllo delle Velocità (SICVE).

Il Tutor rileva la velocità media tenuta da un veicolo (di qualsiasi tipo) in un tratto di autostrada, di solito compreso tra i 10 e i 25 chilometri. Quando il veicolo attraversa il portale del Tutor, i sensori a terra (normalmente 4 per ogni striscia di asfalto) riconoscono il tipo di veicolo. Il sensore stesso attiva la fotocamera in alto, che prende nota della targa, assieme alla data e ora esatta di passaggio.

Quando il veicolo transita sotto il secondo portale, i dati di percorrenza vengono inviati a un sistema centralizzato che calcola la velocità media tenuta dal veicolo. Solo nel caso in cui la velocità superi i 130km/h, il sistema notifica la Motorizzazione e quindi la Polizia Stradale, che procede con la sanzione.

Il sistema Tutor si limita alla velocità media sul tratto: non “fotografa” singoli superamenti del limite come un normale autovelox. Questo significa che è inutile frenare in corrispondenza dei sensori; anzi, è un comportamento piuttosto pericoloso.
Inoltre i tratti coperti da Tutor non comprendono Autogrill o aree di sosta, in modo che il dato medio non sia falsato da pause del conducente.

Funziona anche di notte?

Quando attivi, i Tutor funzionano con ogni condizione atmosferica o di visibilità: di notte, di giorno, con la nebbia, pioggia o sole. Attenzione: in caso di maltempo il limite di velocità scende a 110km/h: il Tutor ne tiene conto.
La presenza dei Tutor deve essere segnalata da appositi cartelli e segnalazioni elettroniche, posti a un minimo di 250 metri fino a un massimo di 4 chilometri dai portali.

Tutor attivi: dove si trovano?

I Tutor non sono sempre attivi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. La loro posizione e la loro attività è segnalata regolarmente a questa pagina del sito di Autostrade per l’Italia.
Anche la Polizia dello Stato rende nota la mappa degli autovelox e dei Tutor in autostrada e sulle strade statali. È possibile inoltre consultare le leggi e i documenti che regolano l’uso del Tutor.
Sono disponibili tante app per smartphone (sia per iOS che per Android) che aggiornano in tempo reale sulla presenza di strumenti di rilevamento della velocità. Non si tratta di sensori anti-autovelox (che sono vietati), ma semplicemente si rifanno alle mappe di Autostrade e Polizia.

Cosa succede se ricevo una multa con il Tutor?

Come spiega il portale 6Sicuro, è la Polizia Stradale a inviare a casa l’eventuale multa. La contestazione di questa multa non è facile: va impugnata presso il Giudice di Pace competente nel territorio in cui si trova il portale Tutor di uscita.
Questo l’ammontare delle sanzioni, che scattano con velocità media superiore a 136 km/h (limite + 5% di tolleranza):

  • fino a 147 km/h: 35€ di multa, nessun punto decurtato
  • tra i 148 e i 178 km/h: 143€ di multa, via 2 punti dalla patente
  • oltre 179 km/h: 357€ di multa, via 10 punti e sospensione della patente da 1 a 3 mesi.

 

Ecco spiegato come funziona il Tutor. Il consiglio più importante è questo: prudenza sempre, rispettare i limiti e le distanze di sicurezza. Vuoi aggiungere qualcosa a questo articolo? Lascia un commento!

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